Ep.6 -Una bella storia che parte dalla Valsamoggia e arriva in Valsamoggia-

Episodio 6 - Ieri -

Quando ero piccola, mio padre aveva ancora un vecchio forno con la buca, e cioè un dislivello nel pavimento che permetteva di sfornare ed infornare il pane nella bocca più bassa. Venivano le donne con un vassoio di legno dove erano state adagiate le pagnotte, con amore perchè non perdessero la lievitazione. Il pane crudo, fatto in casa era così trasportato al forno per la cottura. Le "arzdoure" (le signore) arrivavano, toglievano il telo di canapa tessuto in casa e scoprivano il loro tesoro: tante pagnotte, una diversa dall'altra, che mio padre timbrava. Timbrava il pane, direte voi? Sì, perchè ad ogni donna veniva attribuito un timbro personale di metallo che imprimeva un disegno per distinguere il proprio lavoro. Non si poteva e, soprattutto, non si voleva, confondere il proprio pane con quello di altre! Ricordo che mia zia Amelia aveva il simbolo dell'infinito, un otto orizzontale. Le mogli dei contadini che coltivavano grano, portavano al forno la farina per scambiarla col pane fresco.......Ricordi d'amore.

P.S. per essere precisa, mio padre infornava con la SPADA, un asse lunga qualche metro e larga non più di dieci cm, sulla quale venivano appoggiate, una ad una, in fila indiana, le pagnotte lievitate e pronte per la cottura. Lui, con un colpo deciso di polso (io non ci sono mai riuscita), le scaricava contemporaneamente e tutte diritte, nella bocca del forno bollente.